Stallo in Consiglio provinciale, "La presidenza d'Aula non può essere oggetto del mercanteggiamento per la ricerca di poltrone della maggioranza"
I lavori sono stati sospesi per cercare una difficile convergenza tra maggioranza e minoranza per sbloccare la partita sull'ufficio di presidenza del Consiglio provinciale. La decisione è stata quella di rinviare le decisioni di 7 giorni

TRENTO. Altro nulla di fatto in piazza Dante. Dopo tre settimane, non si sbloccano i lavori in Aula e tutto è rimandato al 13 dicembre. C'è ancora lo scoglio sull'ufficio di presidenza tra maggioranza e opposizione. "I primi confronti sono stati positivi per un minimo di garanzia per il rispetto dei ruoli e dei lavori in Consiglio - dice Francesco Valduga (Campobase) - abbiamo scoperto che non c'è la disponibilità a lasciare, come sempre avvenuto, una maggioranza della minoranza in questa sede".
Per consuetudine, infatti, dal 1969 (escluso una parentesi nell’undicesima legislatura) l’Ufficio ha avuto una maggioranza della minoranza ma, ha spiegato Tonina, nell’incontro della coalizione che sostiene Fugatti, è emerso che questa "tradizione" è un’anomalia che pesa sul buon funzionamento del Consiglio provinciale. E così le trattative si sono arenate.
"Non conoscono il regolamento e il funzionamento di questo organo alla ricerca di posti", aggiunge Paola Demagri (Casa Autonomia), mentre Filippo Degasperi (Onda) aggiunge: "E' un organo di garanzia per il funzionamento del Consiglio e non può essere oggetto del mercanteggiamento per la ricerca di poltrone".
Dopo l'assegnazione della vice presidenza a Gerosa per sbloccare l'impasse sulla Giunta, ora a complicare il quadro politico è la richiesta avanzata dal Patt per ottenere l'assessorato esterno (Qui articolo) e questo andrebbe a modificare le ipotesi sulla presidenza del Consiglio.
Dopo una sospensione per cercare una convergenza, le decisioni sono state rimandate di 7 giorni. All’appello hanno risposto 21 consiglieri. La presidente Lucia Coppola ha precisato che, vista la mancanza del quorum strutturale, non si può procedere alla votazione, né chiedere chi è disponibile a essere votato. Ha quindi rinviato il Consiglio al 13 dicembre con l’auspicio di arrivare in questo lasso di tempo a una soluzione.


















